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Vedute e visioni di Porto Vecchio

Trieste, Magazzino 26, Sala Lelio Luttazzi
12 gennaio 2022, ore 17.30

Mercoledì 12 gennaio 2022, alle ore 17.30, presso la Sala Lelio Luttazzi del Magazzino 26 in Porto Vecchio, nell’ambito del ciclo “I Musei e il Mare” che propone un itinerario attraverso le civiche raccolte dal mondo antico ai giorni nostri, Claudia Colecchia, responsabile della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte, terrà una conversazione dedicata alle “Vedute e visioni di Porto Vecchio”.

Le immagini storiche del Porto, dalla seconda metà dell’Ottocento fino agli anni Sessanta del Novecento, testimoniano non solo le diverse sensibilità al servizio della rappresentazione del “luogo”, ma anche la varietà delle tecniche fotografiche utilizzate. L’excursus novecentesco include i reportage degli anni Cinquanta e Sessanta di Adriano de Rota, Ugo Borsatti e dell’agenzia Giornalfoto, le foto degli anni Settanta di Alfonso Mottola.

Gli anni Ottanta sono descritti dai positivi di Gabriele Basilico, commissionati dal Comune di Trieste ed esposti in occasione della mostra Trouver Trieste a Parigi. Da qui prende avvio il tema del vedere fotografico riferito all’architettura del Porto Vecchio: tema rilevante sviluppato dal fotografo che indaga forme, caratteri, materiali e tessiture di manufatti e superfici urbane.

Le testimonianze autoriali del XXI secolo realizzate dal fotografo della Fototeca Marino Ierman, da Eugenio Novajra e da Graziano Perotti sono medium per la ri-costruzione identitaria del Porto: occhi attenti a cogliere lo spirito del luogo e lo stato delle cose, il battere della pendola del tempo, tra un passato che non c’è più e un futuro da inverare.

La conversazione si conclude con una selezione degli scatti realizzati in occasione dell’Instameet svoltosi a Porto Vecchio, nel marzo 2019, nell’ambito della manifestazione della Settimana dell’Amministrazione, promossa dagli assessorati alla Cultura e alla Comunicazione in collaborazione con gli Igers FVG e Pasocial. In questo caso, si tratta di testimonianze visive condivise in modo ubiquo, orizzontale e simultaneo che, al di là del valore estetico, posseggono un valore documentale perché, come sostiene André Gunthert, consentono alla fotografia amatoriale di contribuire alla costruzione del racconto dell’attualità e alla sua preservazione.

Tutte insieme offrono un accattivante puzzle del volto e della stratificazione storica di una partizione grandemente significativa della città: molteplici sguardi spaziano in libertà dalle vedute a singoli elementi, vitali o abbandonati, proponendo punti di vista inediti.

Nel rispetto della normativa anti-covid in vigore, si accede con super green pass.

Ingresso libero