Un incontro per ragionare sulla creazione di una “Casa della Fotografia” che salvi e valorizzi gli storici archivi in pellicola dei fotografi padovani, evitandone la dispersione
Partecipano la responsabile della Fototeca del Comune di Trieste Claudia Colecchia e il giornalista, critico e storico della fotografia Michele Smargiassi
Venerdì 20 febbraio ore 17.30 Galleria Cavour, Padova
Ragionare sulla creazione di una “Casa della Fotografia” che salvi dalla dispersione e dall’oblio e valorizzi gli archivi degli ultimi fotografi padovani che hanno lavorato con le pellicole.
È questo il tema attorno al quale si svilupperà la tavola rotonda dal titolo “Si conservano le negative” che si terrà venerdì 20 febbraio dalle ore 17.30 alla Galleria Cavour nell’ambito della mostra “Mille facce di una città – L’archivio fotografico ArtFoto – Tagliapietra”, aperta fino al prossimo 15 marzo.
Ad affrontare l’argomento, assieme all’ideatore e curatore della mostra Richard Khoury e all’assessore alla cultura Andrea Colasio, due noti ed autorevoli studiosi della fotografia: la responsabile della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste Claudia Colecchia e il giornalista di Repubblica, critico e storico della fotografia, nonché autore del blog “Fotocrazia” Michele Smargiassi.
Sono numerose e diverse tra loro le iniziative di salvaguardia degli archivi fotografici in Italia e tutte partono dalla consapevolezza del valore documentario, storico e spesso artistico dei milioni di negativi in bianco e nero, a colori e delle diapositive prodotte da centinaia di studi fotografici tra ottocento e novecento, superati oggi dalla vera e propria rivoluzione delle immagini digitali.
Gli archivi fotografici analogici ancora esistenti sono una memoria che finora si è conservata, ma senza interventi adeguati rischia di essere perduta per sempre. Come comunità abbiamo la responsabilità e il dovere morale di non lasciare che questo accada.
Come le fotografie, che fissano attimi di vita, così una “Casa della Fotografia” può restituirci la memoria di due secoli di storia della città e di coloro che l’hanno vissuta e creata come oggi la possiamo vedere. Lo dobbiamo a noi stessi e a chi questa città la vedrà e vivrà domani.
Il progetto “Casa della Fotografia” intende porre all’attenzione pubblica la realizzazione di un’istituzione che, facendo rete per un interesse comune della città, risponda alla necessità di conservare, studiare e diffondere quanto rimane della memoria fotografica analogica.
All’interno della mostra, per dare maggior forza al progetto, è stata avviata una raccolta firme che ha riscosso molto interesse superando già le 100 adesioni: più persone faranno sentire la propria voce e più sarà possibile realizzare quello che altrimenti rimarrà il sogno di pochi.
La partecipazione alla tavola rotonda, così come l’accesso alla mostra sono liberi.
