L’uomo come fine: la Società Olivetti nella fotografia di Gianni Berengo Gardin

Nel calendario degli eventi collaterali alla mostra La Fototeca in piazza. Scatti di storia e storie, in corso a Palazzo Gopcevich, venerdì 6 marzo 2026 alle ore 17.00, presso la Sala Bazlen, si terrà la conferenza L’uomo come fine: la Società Olivetti nella fotografia di Gianni Berengo Gardin.

Interverrà Margherita Naim, collaboratrice scientifica del Kunsthistorisches Institut in Florenz – Max-Planck-Institut, che approfondirà il rapporto tra Gianni Berengo Gardin — tra i più autorevoli fotografi italiani del Novecento — e la storica azienda Olivetti di Ivrea, espressione concreta del pensiero visionario e progressista del suo fondatore Adriano Olivetti.

Nel 1964 Alberto Moravia pubblicava L’uomo come fine, una raccolta di saggi pensati nell’ultimo ventennio. Ricorreva l’idea che la società contemporanea rappresentasse un universo di antiumanesimo in cui le arti si stavano trasformando in beni di consumo.

In quegli anni, Moravia compariva tra i partecipanti alle iniziative culturali proposte dalla Società Olivetti, una delle aziende produttrici di macchine per scrivere più prestigiose nel panorama industriale italiano e internazionale. Scrittori e poeti, architetti e designer, artisti e fotografi, sociologi e psicologi contribuivano a delineare il profilo di un’azienda modello, non soltanto per le sue creazioni, ma anche per l’attenzione al benessere e alla crescita culturale dei suoi lavoratori.

Attorno alla metà del secolo, infatti, Adriano Olivetti aveva condotto la fabbrica del padre verso un modello di impresa ‘umanistica’, dove tecnologia, bellezza e welfare si armonizzavano.

In questo ambiente aveva operato anche il fotografo Gianni Berengo Gardin, documentando per oltre un ventennio l’ambiente sociale dentro e fuori le fabbriche olivettiane, in Italia e all’estero. Le sue immagini mostrano sia le catene di montaggio, sia gli spazi per il benessere dei lavoratori – asili, mense, infermerie e biblioteche – nonché le architetture in dialogo con il paesaggio circostante, offrendo una documentazione visiva eccezionalmente ampia e attenta alla realtà sociale.

Dall’analisi e la schedatura dell’archivio, sono nate la mostra e la pubblicazione Gianni Berengo Gardin e la Olivetti, edita da Silvana Editoriale.

In occasione dell’incontro, la mostra – che ripercorre le trasformazioni della piazza attraverso le testimonianze fotografiche conservate nella Fototeca – resterà eccezionalmente aperta fino alle ore 18.30.
L’ingresso è libero.

Info

bibliotecacmsa.comunetrieste.it
fototeca.trieste.it
cmsafototeca@comune.trieste.it
cmsabiblioteca@comune.trieste.it
tel. 040/6754039

1. Gianni Berengo Gardin, Nastro trasportatore, Stabilimento Olivetti di Crema, 1970 ca. Associazione Archivio Storico Olivetti, Ivrea © Gianni Berengo Gardin / Eredi Gianni Berengo Gardin
1. Gianni Berengo Gardin, Nastro trasportatore, Stabilimento Olivetti di Crema, 1970 ca. Associazione Archivio Storico Olivetti, Ivrea © Gianni Berengo Gardin / Eredi Gianni Berengo Gardin
2. Gianni Berengo Gardin, Coppia al parco, Stabilimento Olivetti di Scarmagno, 1970 ca. Associazione Archivio Storico Olivetti, Ivrea © Gianni Berengo Gardin / Eredi Gianni Berengo Gardin
2. Gianni Berengo Gardin, Coppia al parco, Stabilimento Olivetti di Scarmagno, 1970 ca. Associazione Archivio Storico Olivetti, Ivrea © Gianni Berengo Gardin / Eredi Gianni Berengo Gardin

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